Comune di Piombino

Riserva Naturale Oasi WWF Orti-Bottagone

Italiano English
Seguici sulla nostra pagina Facebook Seguici sul canale Youtube Seguici sul nostro account Twitter Seguici su Instagram
Stemma Piombino Turismo

IN PRIMO PIANO

logo faccia a faccia
Si inaugura venerdì 12 ottobre alle ore 18, presso Chiesa di Sant’Antimo sopra i canali nel Complesso dell’ex-ospedale di Piombino in via Cavour, faccia a faccia: una mostra storico-fotografica ....
mar 09 ott, 2018

Cerca nel network

Piombino YouTube
Piombino WiFi
Il Comune di Piombino su Facebook
Turismo in Toscana
Luoghi e strutture

Ti trovi in:

Piombino Turismo » Informazioni Utili » Luoghi e strutture » lettura Luoghi e Strutture (Turismo)
Categoria: Percorsi naturalistici, Riserve naturali, Parchi
Riserva Naturale Oasi WWF Orti-Bottagone
Indirizzo: Via della Base Geodetica, Provincia di Livorno, 57025, Toscana, Italia
Riserva Naturale Oasi WWF Orti-Bottagone

Riserva Naturale Provinciale Oasi WWF Padule Orti-Bottagone
L’Oasi WWF Padule Orti-Bottagone ha una estensione di 126 ettari ed è Riserva Naturale Provinciale (L.R.T. 49/95); inoltre coincide con il Sito d'Importanza Comunitaria “SIC IT5160010” e con la Zona di Protezione Speciale “ZPS IT5160010”.
Ricade interamente nel territorio del Comune di Piombino (LI).

Si tratta di una vasta zona umida, ultima testimonianza del comprensorio palustre che un tempo dominava la Val di Cornia, costituita da due aree contigue ma idrobiologicamente molto diverse: una palude salmastra, gli Orti, dominata dal salicornieto, ed una d'acqua dolce, il Bottagone, un fitto canneto intercalato da chiari. Prati umidi, incolti, boschetti di tamerice e campi coltivati, completano il paesaggio.

La palude salmastra degli Orti e quella d'acqua dolce del Bottagone formano, insieme, una vera Oasi. Un’area scampata alle trasformazioni del territorio grazie ad un misto di casualità iniziale e poi al presidio di naturalisti volontari del WWF di Piombino e toscano. Si sono dati da fare, hanno raccolto i fondi, hanno ottenuto una serie di vincoli. Insomma, hanno vinto la loro battaglia: distese di acqua e vegetazione palustri, sito per migliaia di uccelli e altri animali. Poco importa se è circondata da centrali, impianti industriali ed infrastrutture viarie. Quello che c'era da salvare è stato salvato; quello che di naturale era sopravvissuto lo sarà ancora ed ancor di più. Una vera Oasi.

I Sentieri Natura sono due, partono entrambi dal Centro visite, e sono tra loro collegati; con una visita giornaliera è possibile percorrerli entrambi.
Sono sentieri pianeggianti e non presentano difficoltà particolari; sono però indispensabili gli scarponi ed un abbigliamento adeguato, sportivo, con pantaloni lunghi.

Il Sentiero Natura degli Orti (area ad acqua salmastra), realizzato in parte su palafitta, in parte schermato, è dotato di 2 osservatori, 1 torretta e numerose feritoie di avvistamento; è particolarmente vocato all'osservazione degli uccelli. Percorrendolo, e soprattutto sostando nei capanni, si possono osservare, nelle varie stagioni, i fenicotteri, le eleganti garzette, numerosi aironi, molte specie di anatre, limicoli, le coppie e i piccoli di cavaliere d’Italia, i cormorani e diverse specie di rapaci, come il falco pescatore, intento nella pesca, il falco di palude, la poiana, il lodolaio.

La flora è composta da bassi e fitti tappeti di salicornia e alimione, piante adattate all’ambiente salmastro; e dalle alghe, organismi vegetali indispensabili per l’equilibrio ecologico dell’habitat, fonte primaria di cibo per moltissime specie animali.
Nelle basse e ricche acque vivono diverse specie di pesci, (anguilla, ghiozzo, carpa, spigola, muggine dorato, pesce ago), una colonia di granchio mediterraneo ed infinite specie di invertebrati, che costituiscono la base alimentare per tutti gli animali “non vegetariani”.
Lungo il sentiero, in particolare sui ponticelli di legno, è facile individuare le tracce del passaggio dei mammiferi presenti: aculei di istrice, tracce di predazione, resti di cibo, borre di rapaci notturni, impronte.

Il Sentiero Natura del Bottagone (area ad acqua dolce) è dotato di 1 torretta-condominio per uccelli, (152 nidi artificiali per 5 diverse specie), da dove è possibile apprezzare appieno le dimensione del canneto - il più esteso della Provincia di Livorno - e gli stagni, altrimenti quasi "invisibili" e un camminamento su palafitta che termina ad un doppio osservatorio/capanno fotografico nel cuore del canneto. Il Sentiero attraversa la zona a prato umido, raggiunge la centralina meteo (Progetto Clima WWF), e prosegue tra la vegetazione. Durante la passeggiata è possibile seguire le evoluzioni degli uccelli in volo; garzette, rondini, falchi di palude, anatre di varie specie... ma anche incontrare una fauna meno vistosa ma altrettanto importante per l'equilibrio ecologico dell'area: tra gli anfibi raganella, rana verde, rospo comune, rospo smeraldino. tritone crestato, tritone punteggiato. I rettili come testuggine palustre, testuggine terrestre, biacco, cervone, natrice dal collare. Comunissime sono le luscengole. Tra gli insetti acquatici: la grande libellula Anax imperator, la nepa, o scorpione d'acqua, ditiscidi, e nel prato, farfalle, cavallette, mantidi, insetti-stecco, etc. Nelle acque degli stagni vivono anche il nono e la gambusia, grandi predatori di larve di zanzare.
Anche la vegetazione presenta motivi di interesse: sono presenti tutte le specie vegetali tipiche delle zone dulcacquicole e dei prati allagati; l’area è dominata dalla cannuccia di palude (Phragmites australis), accompagnata dalle due specie di tifa, carice, varie specie di giunchi, tra cui spiccano i cespugli del giunco acuto, sagittaria comune, canna comune, limonio. Si possono osservare alcune specie di orchidee selvatiche, e anche scoprire in che modo la tutela dell’area ha portato ad una loro spontanea ricolonizzazione; i numerosi arbusti, olivi selvatici, piante da frutto, sono state “seminate” nel corso degli anni dagli uccelli che sempre più numerosi hanno trovato nella Riserva un luogo sicuro dove nutrirsi e riprodursi. Al termine del sentiero si arriva alla Stazione Ornitologica; la Riserva partecipa, con varie sessioni di inanellamento, a progetti scientifici internazionali coordinati da ISPRA per studiare l'affascinante fenomeno della migrazione. Particolarmente importante, per la vocazione del canneto, l’inanellamento estivo delle rondini, che vi si svolge da ben 17 anni ed il monitoraggio autunnale dei passeriformi di canneto.

Al momento, le ricerche ed i censimenti più approfonditi si sono concentrati sull’avifauna ed i risultati sono davvero interessanti: ad oggi, le specie censite sono 230, nei diversi periodo dell’anno, tra cui:
• svernanti: germano reale, fischione, canapiglia, codone, alzavola, mestolone, volpoca, fenicottero, airone cenerino, airone bianco maggiore, garzetta, tarabuso, albanella reale, lanario, pavoncella, beccaccino, frullino, chiurlo maggiore, pettegola, totano moro, falco pellegrino

• nidificanti: tarabuso, tarabusino, airone rosso, falco di palude, gheppio, cavaliere d'Italia, averla cenerina, cuculo dal ciuffo, forapaglie castagnolo, pendolino, basettino, pettegola, cannareccione, cannaiola, usignolo di fiume, strillozzo, cutrettola, cinciallegra, cinciarella, saltimpalo, beccamoschino, calandro, calandrella, porciglione, tuffetto, corriere piccolo, folaga, gallinella d’acqua e, ultima in ordine di tempo, volpoca (2012)

• di passo: in primavera e in autunno innumerevoli specie di migratori tra cui pittima reale, combattente, corriere grosso, piovanello, gambecchio, spatola, biancone, falco pecchiaiolo, falco pescatore, gufo di palude e gufo comune, gruccione, codirosso, stiaccino, rondine, topino, cutrettola.

La Riserva è aperta alla collaborazione con chiunque, studenti, ricercatori, Istituti, desiderino approfondire la conoscenza di specie animali e/o vegetali presenti ed intendano collaborare nelle attività gestionali dell’area protetta.


Il falco di palude ad Orti-Bottagone
La nidificazione del falco di palude nel canneto del Bottagone è stata accertata la prima volta nel 1994, Il numero più elevato di nidi è stato censito nel 2005, con ben 5 nidificazioni. Negli anni successivi il numero di nidi si è attestato tra i 2 ed i 4 confermando il Bottagone come importante sito riproduttivo a livello nazionale ed europeo, dal momento che la specie risulta in declino numerico, a causa della riduzione di estesi canneti.
In inverno, il Bottagone diventa anche un “dormitorio invernale” dove si concentrano sia i soggetti stanziali, sia quelli provenienti dalle aree di riproduzione del centro-nord Europa. In particolare nel periodo dicembre-febbraio, al Bottagone si rileva la presenza fino a 13-15 falchi di palude cui si sommano anche 8-10 individui di albanella reale, rapace diurno appartenente allo stesso genere del falco di palude e con caratteristiche di volo molto simili.

Il cavaliere d’Italia ad Orti-Bottagone
La colonia di cavaliere d’Italia di Orti-Bottagone è la più importante dell’alta Tirreno; si è costituita nel 1987, in coincidenza con il primo anno di chiusura della caccia nell’Oasi di protezione appena istituita.
Negli anni successivi si è registrato un progressivo incremento del numero di coppie fino ad arrivare al 2012, anno in cui hanno nidificato 28 coppie.
Determinante per garantire la vitalità della colonia e il successo riproduttivo della specie è l’attento controllo del livello degli stagni di Orti. Per questo motivo, in tarda primavera-inizio estate, gli operatori dell’Oasi provvedono a regolare il flusso delle acque salmastre di risalita del fosso Cosimo attraverso le chiuse.

Il fenicottero ad Orti-Bottagone
Gli stagni salmastri degli Orti rappresentano un punto di sosta e di alimentazione di assoluto rilievo per il fenicottero. Questa specie, quando si allontana dai siti di riproduzione, inizia alla fine dell’estate, preferibilmente in forma gregaria, la sua peregrinazione da un’area all’altra del bacino del Mediterraneo alla ricerca di artemia salina, un piccolo crostaceo che vive in ambienti salmastri e che costituisce la base della sua dieta
Ad Orti-Bottagone il fenicottero viene monitorato con una certa assiduità, stante la posizione strategica in cui si trova la Riserva rispetto alle direttrici migratorie principali seguite dalla specie (tirrenica, ponte-sardo-corso, trans-appenninica).
Tutti gli anni si tiene ad Orti-Bottagone il feni-day, giornata specificamente dedicata alla lettura degli anelli di fenicottero.

INFO
Ingresso Oasi: Strada Prov. 40 Geodetica, km 6,700, Loc. Torre del Sale, 57025 Piombino (Li)
Le visite guidate si svolgono regolarmente il sabato e la domenica, e, su prenotazione per gruppi e scolaresche, anche durante i giorni feriali.
Gli orari variano nelle diverse stagioni, e quindi, per informazioni dettagliate sull’area, orari e giorni di visita, prenotazioni, etc, consultare il sito ufficiale di WWF Italia alla pagina: www.wwf.it/orti.nt, scrivere a ortibottagone@wwf.it, oppure chiamare il 345.7576224

Per le scuole
Scopo delle Oasi WWF, oltre a quello della tutela, è quello dell’educazione e della sensibilizzazione alla conservazione della natura e dell'ambiente.
La visita guidata è la proposta didattica di base, i cui contenuti sono dettati dal tipo di ambiente che si va a visitare, ed offre quindi una panoramica generale sui vari aspetti floristici e faunistici. La visita guidata è condotta con particolare attenzione ai temi trattati dalla classe. E’ possibile arricchire la proposta prevedendo anche uno o più interventi in classe, sia prima della visita, in preparazione della medesima, sia in seguito, per approfondire un determinato argomento o per la realizzazione di elaborati, etc.

Una storia molto antica
Il padule di Piombino, noto nell’antichità come importante area di pesca, ha subito profonde trasformazioni nel corso dei secoli, a seguito di intense opere di bonifica, avviate da Cosimo I° dé Medici e proseguite fino al secondo dopoguerra, effettuate sia per eradicare la malaria che per recuperare terreni agricoli. Le paludi costiere retrodunali della Val di Cornia interessavano circa 1.500 ettari, il fiume Cornia sfociava nel padule e l’unico agglomerato di case rurali si trovava in località La Sdriscia, a circa 2 km. dall’Oasi.
Nel secondo dopoguerra Piombino incrementò le sue attività siderurgiche, cosa che rese necessario reperire nuove aree industriali: la foce del Cornia fu deviata (nell’attuale posizione di Torre del Sale, nei pressi dell’Oasi) e furono bonificate ampie zone umide a canneto. Alla fine degli anni ’60, infine venne costruita la centrale termo-elettrica ENEL di Torre del Sale e una vasta area di bosco allagato di tamerice andò perduta.

“Bottagone” è un termine diffuso in Toscana che identifica un luogo dove l’acqua piovana ristagna per periodi prolungati, creando stagni più meno estesi. Nel Bottagone sono presenti profondi strati torbosi sotto cui sussiste uno spessore di limi impermeabili formatosi nei millenni con le piene del Cornia e che proteggono l’intera area, di circa 45 ettari, dall’ingressione del cuneo salino.
Differente evoluzione geologica ha avuto la palude degli Orti, così denominata in quanto coltivata ad orticole, grazie alla presenza di risorgive permanenti di acqua dolce. In quest’area erano presenti fino in epoche recenti affioramenti di “bolle limose” e la tradizione locale ricorda la presenza del “pozzale della contessa” in cui scomparve inghiottita dalle sabbie mobili una contessa con il suo cavallo.

Le coltivazioni negli Orti erano possibili grazie ad accorgimenti agronomici che prevedevano campi lunghi e stretti, separati tra loro da fossetti di scolo di cui ancora oggi si percepisce l’impianto. L’area degli Orti si è progressivamente salinizzata attraverso il collegamento idraulico con il fosso Cosimo, prima grande opera di bonifica realizzata nei primi anni del ‘500. Il fosso Cosimo, in collegamento con il mare, risente fortemente del flusso di marea, garantendo il ricambio continuo di acqua nella zona umida grazie ad un sistema di saracinesche che regola l’ingresso e l’uscita di acqua salmastra. Inoltre, a partire dal 1950, a causa dell’emungimento di acqua di falda per scopi industriali, si è avviato un fenomeno marcato di subsidenza, (abbassamento del piano di campagna), che ha ulteriormente modificato l’equilibrio idrico dell'area.

Le due zone umide, così diverse tra loro, sono separate fisicamente ed idraulicamente dell’argine su cui scorre la S.P. 40, costruita sovrapponendola alla “Base Geodetica”, linea cartografica realizzata verso la fine dell’800 per consentire una esatta mappatura di un territorio privo di punti di riferimento certi.
Nel 1997, in occasione di interventi di escavazione per la realizzazione di un nuovo stagno nell’area nord-ovest dell’Oasi, è stato rinvenuto un insediamento preistorico di pescatori-cacciatori risalente all’età del bronzo – tardo neolitico, (tra i 3.500 ed i 2.300 anni a C.), che rappresenta l’insediamento umano più antico nella pianura alluvionale del Cornia

Come nasce l’Oasi WWF
La Sezione WWF Piombino – Elba ha iniziato a dedicarsi allo studio del Padule Orti-Bottagone dalla fine degli anni '’70, per monitorare la presenza di uccelli acquatici presenti in ogni stagione, nonostante l'attività venatoria. Nel 1984 il WWF locale si impegnò nel contrastare il progetto di raddoppio e conversione a carbone della Centrale Termo-Elettrica ENEL di Torre del Sale, progetto che destinava il padule del Bottagone a diventare deposito carbonifero mentre il padule degli Orti sarebbe stato trasformato in un grande impianto di itticoltura che avrebbe sfruttato le acque di raffreddamento della centrale.

L’azione del WWF fu incisiva e determinante nella promozione del referendum consultivo tra i cittadini della Val di Cornia, delle Colline Metallifere e dell’Elba che sancì, in forma quasi plebiscitaria, l’abbandono dell’ipotesi carbone e la conservazione della zona umida di Orti-Bottagone. Tutto questo fu attuato con l’adozione di una variante urbanistica che trasformò Orti-Bottagone da “zona agricolo-industriale” a “zona umida”. Tale risultato amplificò l’impegno del WWF: furono redatte relazioni tecnico-scientifiche, effettuati turni di vigilanza volontaria, realizzate iniziative pubbliche per far conoscere la ricchezza faunistica e floristica dell'area.

Il risultato fu la chiusura definitiva dell’attività venatoria nel 1987: Orti-Bottagone divenne “Oasi di Protezione Faunistica” in base alla Legge sulla Caccia e gli appostamenti fissi definitivamente smantellati.Ma il risultato più importante fu conseguito nel 1991 quando il WWF, lanciando una sottoscrizione tra tutti i soci ed i sostenitori presenti in Toscana, riuscì ad acquistare dall’ex E.T.S.A.F. (Ente regionale che era subentrato allo storico “Ente Maremma”) 42 ettari di zona umida: 35 ha. negli Orti e 7 ha. nel Bottagone.

NACQUE COSI’ L’OASI WWF PADULE ORTI-BOTTAGONE
Nel 1994 il WWF acquisì ulteriori 11 ettari ad Orti.
Nel 1998 la Provincia di Livorno accolse la proposta WWF di istituire, in base alla L.R.T. 49/95 sulle Aree Protette, la Riserva Naturale Padule Orti-Bottagone per una estensione di 92 ha.
Gli anni 2000 sono stati quelli del riconoscimento di Orti-Bottagone come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) in base alla “Direttiva Habitat” e Zona di Protezione Speciale (ZPS) in base alla “Direttiva Uccelli”, a cui si aggiunge il riconoscimento di Important Birds Area (IBA).
Nel 2008, con l’adozione del Regolamento della Riserva, l’area protetta è stata ampliata a 126 ha.

Caricamento Google Maps.......attendere
- Inizio della pagina -

COMUNE DI PIOMBINO
Via Ferruccio, 4 - 57025 (Livorno) - Toscana - Tel. 0565/63111 - Fax 0565.63290 - P.IVA 00290280494
Il portale turistico del Comune di Piombino (LI) è un progetto realizzato da ISWEB S.p.A. con la soluzione ePORTAL

Sito conforme W3C Css 2.0 Sito conforme W3C XHTML 1.0 Sito realizzato con tecnologia php Base dati su MySql
Il progetto Comune di Piombino è sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it